1. A me mi piacciono i Daft Punk, a te ti piacciono i Daft Punk

    C’è stato un periodo in cui le persone si dividevano in gruppi, in clan, e amavano mangiare cibi diversi, votavano partiti diversi, ascoltavano musica diversa, e facevano un sacco di cose diverse; poco  prima che la crisi dell’individuo e l’avvento di Drive In segnassero il passo all’omologazione collettiva che ci vuole tutti adepti dei Daft Punk e fan di Master Chef con tanto di havaianas.

    Beh, io c’ho una nostalgia cagna di quel periodo, quando enormi e demograficamente diversi tipi di pubblico si dividevano tra Nirvana, Sonic Youth, Kraftwerk, Beatles, Vasco Brondi e Brunori Sas: un mondo con un panorama musicale infinitamente frammentato dove io me la potevo giocare contro il tardone fan di Brunori e quasi sempre perdevo.

    Adesso che succede? Succede che ci sono un miliardosettecentomila gruppi in giro. Basta andare su Soundcloud per farsi un’idea sul panorama musicale contemporaneo. Piccoli nerd che remixano piccoli nerd, caricano su Youtube il remix, spopolano nella rete, grande successo di pubblico, impazza il web, Arezzo Wave, Primavera Sound, scopano le fiche, si drogano, Warp Record, fanno film, vanno ospiti a Gazebo. Un miliardosettecentomila gruppi contro una manciata di big-star monolitiche che riescono ad unire un vasto pubblico demograficamente eterogeneo e con diversi gusti musicali. Star del calibro di Vasco Brondi, Madonna, Brunori Sas, Vinicio Capossela, Jay-Z, Beyoncé e… chiaramente i Daft Punk.

    I Daft Punk appunto. La loro musica è basata su strutture ripetitive tipicamente house e continui slanci hype, che diciamo, non dovrebbero far breccia sull’ascoltatore fan di Brunori Sas, abituato fino allo sfinimento alla struttura strofa-ritornello-strofa-menata-Prevert-strofa. Per non parlare della manipolazione e degli effetti amelodic applicati alle voci: molto, molto più in là delle tenerissime aspirazioni calabbreggianti di Brunori (bellissime sia chiaro). Eppure, eppure virgola, sembra che tutti, ma proprio tutti, siano diventati improvvisamente fan de sti cazzo de Daft Punk (soprattutto i fan di Brunori). È un fenomeno complessissimo, non me lo sono riuscito a spiegare. Uscivo di casa: Daft Punk. Aprivo Facebook: Daft Punk. Chiamo mia madre: Daft Punk. Mi chiama mia madre: Daft Punk. Ciao Mamma, l’hai sentito l’ultimo disco dei DP? Sì, trovi la mia rece su Vice.

    (Postilla: dietro il loro disco “c’è una campagna di marketing clamorosa”®. Postilla2: dietro questa frase c’è una pazzesca voglia di morire, ripetutamente e intensamente morire solo, abbandonato, ma soprattutto solo). L’opinione te la sei formata direttamente e simultaneamente all’ascolto del disco. Ed è un’opinione positiva. Anche se non hai avuto la benché minima percezione di quello che puttanaeva hai ascoltato. È stato comunque un disco grandioso e per fortuna che son tornati. Un fenomeno incontrollabile che conferma la perdita di autonomia individuale, e ci fa scoprire una ramificata atomizzazione del “quanto mi è piaciuto” che permette alla massa di restare unita (e con questa ciao Teodoro Adorno, ciao proprio) in un unico grande ascolto collettivo col-cazzo-bello-stretto-in-mano.

    Comunque gran disco.

  2. Avete presente tutti quei piccoli & medi imprenditori ospiti dei vari talk show politici che ce la menano per questo, per quell’altro e per quell’altro ancora? Ecco le conseguenze sui poveri bambini dimmerda - http://www.frankezze.it/frankoniglio/bambini-dimmerda-questo-piccolo-medio-imprenditore/

    Avete presente tutti quei piccoli & medi imprenditori ospiti dei vari talk show politici che ce la menano per questo, per quell’altro e per quell’altro ancora? Ecco le conseguenze sui poveri bambini dimmerda - http://www.frankezze.it/frankoniglio/bambini-dimmerda-questo-piccolo-medio-imprenditore/

  3. La battuta della scatola nera nella gobba. Bellissima, tra l’altro. (Qui la striscia completa di Franka Lu - http://www.frankezze.it/spinosita-diffuse/la-battuta-della-scatola-nera-nella-gobba/)

    La battuta della scatola nera nella gobba. Bellissima, tra l’altro.

    (Qui la striscia completa di Franka Lu - http://www.frankezze.it/spinosita-diffuse/la-battuta-della-scatola-nera-nella-gobba/)

  4. Muore una delle figure più controverse della Repubblica italiana. Una vita vissuta due volte, una prima del 1980, una dopo il 1980. Noi che siamo degli instancabili teneroni, ci piace ricordarlo per quella dopo il 1980.
33 anni vissuti LIKE A BOSS.http://www.frankezze.it/sbavature/giulio-andreotti-una-prescritta-scomparsa/

    Muore una delle figure più controverse della Repubblica italiana. Una vita vissuta due volte, una prima del 1980, una dopo il 1980. Noi che siamo degli instancabili teneroni, ci piace ricordarlo per quella dopo il 1980.

    33 anni vissuti LIKE A BOSS.http://www.frankezze.it/sbavature/giulio-andreotti-una-prescritta-scomparsa/

    giulio andreotti

  5. Nella buona e “tempestiva” morte, nella Repubblica e nella democrazia, prometti di amarla ed onorarla. http://www.frankezze.it/frankoniglio/finche-sorte-non-ci-separi/

    Nella buona e “tempestiva” morte, nella Repubblica e nella democrazia, prometti di amarla ed onorarla. http://www.frankezze.it/frankoniglio/finche-sorte-non-ci-separi/

  6. Enrico Letta, il word cloud del discorso al Senato.

    Enrico Letta, il word cloud del discorso al Senato.

  7. 7 minuti

    Mi son trovato ad un certo momento della mia vita ad aver capito (forse anche carpito) i 7 minuti di Francesco Nuti, ad averlo sentito vicino, quasi me, che tu pensi ‘questo ha perso completamente il senno’, e tu ne hai colto la ratio, l’istante esatto in cui la follia si è impossessata del suo talamo e anche un po’ del tuo, in una lucida simbiosi.

    Anche qui ho colto una quasi totale mancanza di senno, però non ci ho visto nessuna ratio, nessuna follia e soprattutto nessuna simbiosi. Ho visto solo della destrutturata confusione tipo Deejay chiama Italia. Non capisci dove cazzo vada a parare ma fa milioni di ascolti. Ha poco tempo, deve impossessarsi di tutti, diventare frequenza, entrare nelle case e tornare da dove è venuta.

    Una generazione sperduta che grida il nome di Rodotà, Rodotà, Ro-do-tà anche un po’ per ritrovarsi. E pianti, e isterie, e fischi e pianti e isterie. Rodotà facci il bis, facci il bis cazzo, fategli fare il bis, non lasciate il palco ai Modena City Ramblers. Che mi son chiesto: ma in tutti questi mesi, in tutti questi anni, perché non l’hanno gridato a squarcia gola, a fottersela sta gola, il nome di Rodotà, e hanno lasciato il primo maggio sempre ai Modena City Ramblers.

    Non c’è niente, proprio niente di folle, è tutto pensato, ragionato, orchestrato da milioni di Linus, in un grande valzer di condivisioni, endorsement, jingle natalizi e poi tanta, tantissima pubblicità. Così tanta che non ci ricorderemo più di cambiare canale, lobotomizzati da centinaia di migliaia di caroselli.

    Rimanete con noi, con Rodotà, non andate via. Torniamo tra 7 minuti.

  8. Alla base del PD

    Cara base del PD,

    è a te che mi rivolgo, con somma compassione.
    Moltitudine umiliata, bistrattata, calpestata, ingannata e sfruttata per l’ennesima, forse ultima, volta.

    L’altra sera, mi sono commosso vedendoti protestare e bruciare tessere, in lacrime, mentre l’assemblea decideva i candidati che ben sappiamo.
    Ti sei sentita tradita, base del PD, e anche se non era la prima volta, è probabile che sia l’ultima.
    Si spera che sia l’ultima.

    Dall’anno di fondazione del partito ci perdiamo in discussioni interminabili, e molto spesso il tuo giustificazionismo verso i dirigenti ha raggiunto  livelli di astrazione tali da farmi rimanere senza argomenti, che non fossero calibro 45. Fortuna che non posso permettermeli.

    La bellissima Festa-delle-Primarie, momento straordinario di unità e rispetto tra le correnti, celebrata tra squilli di smartphone e profetici slogan (“Scegli il tuo Presidente del Consiglio”, ricordi?), è stata soltanto una penosa parentesi smarmellata, in cui solo tu potevi cascare, ingenua e speranzosa, ancora una volta.

    Nemmeno quando il segretario ha raccontato il suo passato di lotte proletarie (il leggendario “Sciopero-dei-Chierichetti”), o ha dichiarato di ispirarsi, nel “pantheon di figure di sinistra”, a Papa Giovanni XXIII (della serie: un rivoluzionario in sacrestia), nemmeno in quel momento sei riuscita a insorgere, se non per spingere i’ Renzi. Ma se le regole del gioco sono sbagliate, non è cambiando l’arbitro che si risolve il problema. E’ necessario cambiare le regole, no?

    Hai insistito per farmi votare, senza successo, per farmi dare un “voto utile”. Ma utile a chi? Ti rendi conto, base del PD, che a due mesi dalle elezioni che avrebbero dovuto rigenerare un governo e un Presidente della Repubblica, abbiamo lo stesso governo e lo stesso Presidente della Repubblica? Era forse questo, il significato profondo dei girotondi?

    Base del PD, credo tu abbia sul serio bisogno di una riflessione intima, di capire bene qual è la tua visione politica, la tua cornice ideologica. Le contraddizioni vanno affrontate, tutti cadiamo in contraddizione. Non è negandole che se ne esce.
    D’altra parte, è anche vero che esistono contraddizioni e contraddizioni. Ad esempio, non ho mai capito come riusciate a far coesistere un pensiero politico che si dichiara di sinistra, con questa passione sfrenata per le Hogan. Davvero, non l’ho mai capito. Ma tant’è, è un mio problema.

    Dài, non fare così, base del PD.
    Vieni qui, fatti abbracciare.
    E poi vai per la tua strada.

    Poscritto: non solo ad un Papa, sarebbe bello che un dirigente di sinistra non si ispirasse anche ad un cazzo-di-cardinale, perdìo.

  9. Bastava poco

    Cosa dirò a mio figlio quando mi chiederà zio* (*è perché non l’ho riconosciuto) ma che anni erano gli anni che sono stati quando che tu eri giovane e vivevi le dinamiche sociali dell’età del fate girare è importante? Sono stati anni difficili risponderò, anni complicatissimi spiegherò, son stati anni pieni di Francesco Costa e gallery del Post, figlio mio, cazzo ci potevamo aspettare?

    In quegli anni ci siamo abituati a sentire che ormai ci eravamo abituati a sentire, ci siamo arresi a sentire che ci eravamo arresi, ed era tutto cosìflessibilmente una merda che potevi passare da un lavoro di merda ad un altro ancora più di merda nel giro di poche settimane. Era il meraviglioso mondo del precariato figlio mio e noi ce lo siamo goduti fino all’ano. Che anni.

    Non si stava benissimo in quegli anni a dir la verità, figlio mio, quella storia del vivere meglio del vivere meglio dei nostri padri, che bastava poco per vivere meglio dei nostri padri a pensarci bene, tipo per dire un Negroni sbagliato o un djset di Xxyyxx, si rivelò una chimera. Abbiamo vissuto peggio del vivere dei nostri padri, che vuol dire peggio di un concerto dei New Trolls, vestiti in questo modo.

    Però poi vennero quelli del web e quelli delle Startup, avevano capelli ricci brizzolati e facevano girare è importante. Quelli furono gli anni più belli, figlio caro (non riconosciuto). Quella era gente nuovissima e freschissima. Ci liberarono dall’oppressione della casta vecchia, arrivista e infame. Scoprirono gli altarini dei palazzi, ci  traghettarono verso il trascendente mondo di Gaia dove ogni componente geofisica del pianeta convergeva verso un unico grande dominio pieno zeppo di Google Ads. Erano gente tenerissima, scartata ingiustamente all’orale di Scientology. Era l’epoca delle commissioni esterne bicamerali.

    Ed io non ti so spiegare che anni sono stati, figlio mio, so solo che sono stati anni difficili, anni complicatissimi, anni pieni di Francesco Costa e gallery del Post, e quindi che cazzo ci potevamo aspettareE pensare che bastava poco, pochissimo, per vivere meglio dei nostri padri, figlio mio, puttana di quell’eva.

  10. Il Papa contro le doppie gay

    Il Papa contro le doppie gay

  11. Da oggi le settimane cominceranno con amarezza al gusto di feci, grazie a “Bambini Dimmerda”, una nuova striscia tipo quelle che si hanno nelle mutande dopo 3 giorni di Baileys alle prugne e glicerina, ogni merdoso lunedì chiaramente (e frankamente) su Frankezze.it.
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    Da oggi le settimane cominceranno con amarezza al gusto di feci, grazie a “Bambini Dimmerda”, una nuova striscia tipo quelle che si hanno nelle mutande dopo 3 giorni di Baileys alle prugne e glicerina, ogni merdoso lunedì chiaramente (e frankamente) su Frankezze.it.

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  12. Ed è subito cazzata

    “Opinions are like assholes. Everybody’s got one and everyone thinks everyone else’s stinks.”

    Reparto grandi alcolizzati del Fatebenefratelli. Due opinionisti, Caio Marcio Status (che chiameremo per convenzione Opinio I) e Tullio Posto Tuitus(Opinio II), conversano davanti alla macchinetta del caffè.

    Opinio I – Devi proprio dirmi come la pensi?
    Opinio II – Hai ragione. No. Non ci sono più le opinioni di una volta.
    Opinio I – Prima ci mettevamo minuti interi prima di pronunciare una cazzata.
    Opinio II – Ora è questione di secondi.
    Opinio I – Prima le nostre cazzate erano a gittata limitata: qualche metro, un paio di tavolini, lo spazio di un bancone.
    Opinio II – Ora puoi bombardare di cazzate l’Australia. In tempo reale.

    Opinio I – Questo è il momento in cui mi dici come la pensi.
    Opinio II – Hai visto? Hanno eletto il nuovo Papa
    Opinio I – Sì, mezzo minuto fa. Ti sei già fatto un’opinione su di lui?
    Opinio II – Sì. Conosco Bergoglio dai tempi in cui fu eletto Papa.
    Opinio I – Circa 45 secondi fa.
    Opinio II – 46. Lo ritengo moralmente e materialmente responsabile del flop di Chinaglia a Germania ’74, del fallito attentato a Berlinguer a Sofia nel ’73, della vittoria di Nicola Di Bari al Festival di Sanremo del ’72, della tortura e dell’omicidio di 30 mila oppositori politici durante la dittatura argentina, della vergognosa combine fra Argentina e Perù nei mondiali del ’78. E soprattutto del boicottaggio di Horacio Verbitsky nelle librerie Feltrinelli dell’Alta Murgia.

    Opinio I – Però, ne pensi di cazzate.
    Opinio II – Sì, sono un pozzo senza fondo.
    Opinio I – Mi pare che fosse la fine degli anni ’60: qualcuno disse che le riserve di cazzate nel mondo si stavano esaurendo. Poi i Paesi produttori di cazzate chiusero i rubinetti… venne la crisi energetica, l’austerity… ti ricordi le “domeniche senza cazzate”?
    Opinio II – Sì. Poi scoprirono le cazzate rinnovabili. Io sono un parco eolico di troiate.
    Opinio I- Non c’è speranza.
    Opinio II – No. Chiamo un infermiere corrotto e ordino 10 birre. Bevi anche tu?
    Opinio I – Sì.
    Opinio II – Allora 20 birre.

    (In questo momento un arborigeno, dopo aver letto questo post, ha giudicato che continuare a respirare è vergognoso: si sta facendo divorare dai dingo.)

  13. FOTO DEL GIORNOIn questo rincoglionimento generale e generazionale, sono pochi quelli che mantengono la lucidità necessaria e decidono di resistere. Frankezze è con voi e non vi lascerà mai.

    FOTO DEL GIORNO

    In questo rincoglionimento generale e generazionale, sono pochi quelli che mantengono la lucidità necessaria e decidono di resistere. 

    Frankezze è con voi e non vi lascerà mai.

  14. CONCLAVE 2013: ECCO I PRIMI INSTANT POPE http://www.frankezze.it/brillantezze/instant-pope/Prepariamoci ad un nuovo Tsunami eucaristico.

    CONCLAVE 2013: ECCO I PRIMI INSTANT POPE 
    http://www.frankezze.it/brillantezze/instant-pope/

    Prepariamoci ad un nuovo Tsunami eucaristico.